- La Corsa di Moncicì
Testo vincitore del premio Annalisa Scafi per gli autori di teatro civile, edizione 2007, concorso bandito da Teatro91 e dall’Amministrazione Penitenziaria.
La corsa di Moncicci è il viaggio di una bambina nel passato, nel presente e nel difficile futuro della sua famiglia, legata al doppio ceppo di un dolore e di una vergogna. C’è un ragazzo ucciso e ce n’è un altro che, per vendicarlo, è diventato un assassino. Un doppio omicidio ancora la zia e la sorella della madre alla memoria di un figlio/cugino morto e di un fratello/nipote omicida. La corsa di Moncicci ci racconta le conseguenze di un crimine sull’esistenza non solo e non tanto di chi entra in carcere ma di chi ne resta fuori, ad aspettare, a sostenere, a subire colpe non commesse. Non ci sono che due possibilità: o dimenticare, rimuovere, fuggire lontano o accettare, cercare di capire e mantenere un legame con chi sconta la pena. Un legame che costa in tutti i sensi, soldi, energie, tempo, orgoglio ma che da la possibilità a chi è in carcere di poter credere che c’è qualcuno, fuori, che non lo dimentica e non lo rinnega. La corsa di Moncicci interseca tre generazioni, tre lingue, tre punti di vista. C’è il tedesco, lingua della rimozione e di un nuovo decoro cercato altrove, c’è l’italiano televisivo e globalizzato, c’è un siciliano che sembra un estremo tentativo di ancoraggio al passato, quando l’assassinato e l’assassino non erano che due cugini legati dalla prima infanzia ad un patto di amicizia e di mutuo soccorso.
Addattamento e regia: Emanuela Giordano
Drammaturgia:Antonio Salvatore Antonuccio e Carmelo Gallico
Con: Lucia Sardo, Claudia Gusmano, Laura Gusmano

La Corsa di Moncicì La Corsa di Moncicì La Corsa di Monicì

- Via Tarquinia 20 Biografia di un sogno
Il testo, un breve canovaccio, vincitore del Premio di Teatro Civile Annalisa Scafi 2006, nasce da un laboratorio di scrittura nella Casa di Reclusione di Civitavecchia.Viene presentato oggi in forma di atto unico della durata di un’ora, grazie ad una serie di incontri di lavoro avvenuti con i detenuti autori ed Emanuela Giordano.E’ il primo esempio di progetto rivolto al pubblico teatrale che vede partecipare autori detenuti ed attori detenuti o ex detenuti accanto ad attori professionisti.

Atto unico durata 70’

Regia: Emanuela Giordano
Drammaturgia:Francesco Immobile Giuseppe Miraglia,Luigi Paladino, Costantino Raia, Pasquale Ruggiero,Guido Severini, Miguel Villarubio
Con: Mimoun El Barouni, Fabrizio Coniglio, Giuseppe Gaudino,Frédéric Lachkar, Stefano Mereu, Yaser Mohamed,Fabrizio Odetto, Salvatore Striano
Luci: Camilla Piccioni
Musiche dal vivo: Tommaso Di Giulio
Organizzazione: Daniela De Lillo
Produzione Carmen Pignataro Teatro 91
ESIGENZE TECNICHE:
Spazio minimo di allestimento palcoscenico 8x10
LUCI: 30 canali dimmer-consolle MX Strand-15 sagomatori ETC o BRIO + 4 IRIDE-18 PC + Bandiere-6 Par Lampada 60-Cavo DMX-10 Sdoppiatori-Portagelatine-30 sdoppiatori-40 prolunghe
FONICA:4 diffusori Nexo PS 10 processati-4 stativi per diffusori-1 finale Chevin 4 canali-2 processori Nexo-1 mixer Macie-2 DJ box-1 amplificatore per basso-1 microfono per basso-1 asta nana per amplific. basso-cavi audio necessari per cablaggio

Tre attrici, Rosaria di Cicco, Patrizia Zappa Mulas e la stessa Lidia Ravera, nell’inconsueto ruolo d’interprete, animano un corale inedito, originale, divertito, orchestrato dalla regia di Emanuela Giordano, tratto da un libro di successo in prossima ristampa.

Via Tarquinia 20 Via Tarquinia 20 Via Tarquinia 20

- Tre Pesci d'acquario
Tre, diretto da Lucia Di Cosmo e interpretato da Roberto Ciufoli, comico della Premiata Ditta che in quest’occasione si propone a teatro con una prova d’attore.

Autore del testo, Massimiliano Bruno, una vera rivelazione del nuovo teatro italiano, tra l’altro sceneggiatore del film “Notte prima degli esami” di Fausto Brizzi e de “I Cesaroni” di Claudio Amendola (ora in onda su “Canale 5”), autore del monologo Premio ETI “Gli ultimi saranno ultimi” di Paola Cortellesi, un giovane e poliedrico autore teatrale e televisivo che attraverso l’ironia e la comicità racconta le solitudini e le consuetudini con cui l’animo umano a imparato a convivere.

Tre monologhi, tre colori e tre atmosfere diverse ma con un unico comun denominatore: la solitudine. Il sarcasmo caustico e l’ironia velata si mescolano in uno spettacolo tragicomico che passa repentinamente dal riso al pianto, dalla leggerezza al raccapriccio. Le atmosfere orientali de La Bulgara accompagnano un rappresentante di clessidre in una Sofia abbandonata a se stessa dove una meravigliosa ragazza si offre nella speranza di avere in cambio il tanto agognato Occidente.
Gli ultimi sessant’anni di storia italiana fanno invece da cornice alla Mia Famiglia, la storia di un uomo, dagli albori della vita fino al suo declino.
Nel Supermercato della follia invece, l’ultimo personaggio interpretato da Ciufoli si ritrova con una pistola puntata in fronte. In quei pochi minuti di terrore quell’uomo qualsiasi analizza le sue frustrazioni e amplifica gioie e dolori di una vita fin troppo normale.
Tre è uno spettacolo in bilico, che spiazza, diverte e commuove con la pretesa di parlare al cuore in maniera diretta, senza sotterfugi. È l’anima del teatro povero, quello fatto con una sedia e un attore, per parlare schiettamente di come ci si sente ad attraversare questa nostra esistenza. È lo spirito che invita il corpo a danzare per diventare un’unica essenza.

Atto unico durata 70’
Regia: Lucia Di Cosmo
Drammaturgia: Massimiliano Bruno
Con: Roberto Ciufoli
Disegno Luci: Marco Macrini
Suoni: Federico Ferretti DjStile
Installazione artistica: Jacopo Foggini
Movimenti coreografici: Riccardo Di Cosmo
Produzione e organizzazione: Teatro 91

Tre Tre Tre