7 settembre | Dio è una signora di mezz’età

scritto diretto e interpretato da Emanuela Grimalda

Ma se Dio fosse una donna? Quali sarebbero i suoi miracoli? Senz’altro trovare un asilo nido, mettere assieme la carriera di magistrato e la cagarella dei figli, entrare in un autobus con un passeggino all’ora di punta. Perché questi sono miracoli, altroche’ camminare sull’acqua! Se dio fosse una donna il mondo sarebbe piu’ divertente o quantomeno con piu’ buonsenso. Un Dio come noi, con qualche chilo di troppo perché anche lei come l’universo tende ad espandersi, con le rughe , che inciampa nei Buchi neri nella corsa incessante a risolvere problemi , a far cento cose alla volta. Ubiqua, come solo una donna sa essere. Un Dio insicuro perché una donna anche se è Dio fa fatica a crederci! Un Dio che

crea meravigliosi pianeti ma anche ottimi tiramisu’. Un Dio che sta da Dio ma che ce la fara’ pagare cara perché stiamo distruggendo la Terra. E quel giorno sì che non ci saranno né sconti nè condoni. E intanto, in attesa del Giudizio Universale, in cui gli Ultimi saranno i primi e gli uomini partoriranno con dolore, un grande quesito la tormenta: Ma se il Diavolo veste Prada, Dio cosa si deve mettere?

In questa conferenza semiseria ma molto divertente l’attrice Emanuela Grimalda anche autrice dello spettacolo si inventa un Dio donna con un sacchetto del pane in testa, per parlare di noi. E per scivolare assieme al pubblico via via da lassù a quaggiu’, nel nostro mondo attraverso una galleria di personaggi esilaranti e un po’ mostruosi ( Catena Militello, assassina siciliana, Ausonia Pil la ricca e cinica imprenditrice milanese, Tizia, la donna che ha smesso di pensare) che raccontano un quotidiano sempre in bilico tra le bollette e l’eternità. Tra il piatto di minestra e il bisogno di infinito. Come siamo un po’ tutti noi oggi.