da “Bartleby lo scrivano “ di Herman Melville

con
Roberto Herlitzka

musica dal vivo Alessandro Di Carlo e Dario Miranda
cura registica Teresa Pedroni
Aiuto regia Elena Stabile
Assistenti alla regia Vincenzo Paolicelli , Pamela Parafioriti
Fonica Fabio Rivelli
Light Designer Valerio Modesti

Reading-concerto
” In risposta ad un ‘inserzione, un immobile giovanotto comparve un bel mattino sulla soglia del mio ufficio… Rivedo ancora quella figura, scialba nella sua decenza, pietosa nella sua rispettabilità, incurabilmente perduta! Era Bartleby.”
La Serata Reading – Concerto “Avrei preferenza di no. Bartleby lo scrivano”tratto dal bellissimo e misterioso racconto di Melville a cura di Teresa Pedroni, vanta come interprete un virtuoso dell’arte drammatica quale Roberto Herlitzka per accompagnare lo spettatore nelle varie tappe della strana e indecifrabile vicenda. “Bartleby lo scrivano” introduce il personaggio di un criptico scrivano che rivendica l’immobilità e il silenzio contro tutte le pressioni di una vita reale. Abbiamo spostato l’epoca del racconto al 1929, prima del crollo della Borsa di Wall Street, evocandolo con brani jazzistici di quel periodo d’oro per il jazz, eseguiti dai musicisti Alessandro Di Carlo al clarinetto e Dario Miranda al contrabbasso , toypiano e shruti-box. Tutto inizia in un bel mattino d’estate quando sulla soglia dell’ufficio dell’avvocato si presenta un giovane, immobile, dalla fisionomia sbiadita, è Bartleby, di cui si ignora il passato e il presente, senza casa, né amici, Nell’ufficio tutto sembra procedere al ritmo del suo scrivere metodico e neutrale, ma un giorno quando l’avvocato lo chiama per verificare il contenuto di una pratica Bartleby risponde . – Avrei preferenza di no –con tono fermo e allo stesso tempo dolce – Avrei preferenza di no — – — Preferisco di no – ripeterà d’ora in poi Bartleby, e su questo atteggiamento criptico si svilupperà il filo di questo racconto geniale che pone allo spettatore grandi interrogativi sul senso etico dell’esistenza e sul suo valore. Bartleby è forse un rivoluzionario con la sua immobilità?…