Danzatori:Filippo Braco Francesco Di Luzio Eleonora Lippi Silvia Pinna Martina Ragni Daniele Toti
Coreografia:Federica Galimberti

Assistenti Alla Coreografia: Filippo Braco & Daniele Toti
Musiche: Aavv Ed Elaborazioni Elettroniche

Costumi: Federica Galimberti

Lighting:S.S. Service Di Marco Giamminonn 

Produzione:Gdo

 

Attacchi di pane è uno spettacolo che porta in scena ironicamente un tema antico, ma assai attuale: l’uomo in società. Nel teatro, lo spettatore è coinvolto in un percorso in cui vede rappresentati i suoi obiettivi, ma allo stesso tempo le paure e debolezze, in particolar modo l’esaltazione dell’ego umano.
La coreografa, con il suo linguaggio leggero e innovativo, consolida quell’idea che il singolo tenda a scomparire nel gruppo e che il suo annullamento sia funzionale nel rappresentare il concetto di società. Proprio per questo motivo l’uomo deve prima andare alla ricerca della sua identità, deve essere indipendente, avere autostima.
Tutti questi fattori si traducono negli “attacchi”, che sono il mezzo attraverso cui il singolo può dare sfogo alle proprie repressioni, dovute a fallimenti o mancanze, senza che questo si trasformi in egoismo o peggio ancora nel culto di sé.

Questo percorso motiva il singolo e lo accompagna verso il riscatto: l’uomo, con i suoi pregi ed i suoi difetti, deve realizzarsi ed essere felice, comunicare e seguire le propria vocazione. Così può confrontarsi con la massa che accetta il suo limite, ma ne valorizza anche le peculiarità, rendendo il singolo quasi la chiave di volta per il gruppo e consentendogli la sua affermazione.
Il PANE, protagonista metaforico dello spettacolo è la risposta “semplice” a quel qualcosa che l’individuo cerca per colmare i suoi vuoti, le aspirazioni e le paure quotidiane, che non supera se non entrando ”nel gruppo”, nella “società”, dove si afferma ed è riconosciuto. L’uomo ha fame di qualcosa che da solo non può ottenere. Ma la felicità è nelle cose semplici come il pane, appunto, nel sapere che l’affanno della ricerca si placa nella condivisione. Il PANE diventa così un simbolo di felicità da dividere con il pubblico. L’approccio a queste tematiche così drammatiche viene affrontato con ironia e disincanto, grazie alla contaminazione. La coreografa agilmente si muove nella scomposizione ritmica dell’hip hop con attenzione ai contenuti. Uno stile graffiante, mai ripetitivo dal sapore urban, che ‘arriva’ e coinvolge, un lavoro interpretato con leggerezza e semplicità ma anche con forza drammaturgica e fedeltà ritmica che caricano verso l’esplosione finale di emozioni e di ‘attacchi di pane’, appunto.