9 agosto | A cuore aperto

Liberamente ispirata ai Sonetti di William Shakespeare

coreografia Claudio Ronda
regia Alessio Pizzech
musiche originali Paolo Zambelli
eseguite dal vivo dai Giovani Archi Veneti consulenza e drammaturgia Ermanno Romanelli luci Nevio Cavina

costumi e elementi scenici Davide Amadei realizzati da Giulia Zuolo
tecnico del suono Antonio Giaciglio

INTERPRETI
Vito Alfarano, Martin Angiuli, Elena Croce, Melania Chionna, Federica Iacuzzi, Marco Mantovani, Malwina Stepien
Teresa Storer violino, Alice Bettiol violino, Andrea Bortoletto viola, Marta Storer violoncello, Elena Mazzer contrabbasso

Si ringrazia Marina De Liso per aver dato voce al brano Coeur Ouvert

Produzione Compagnia di danza Fabula Saltica

“A cuore aperto” è uno spettacolo che fonde insieme danza, teatro, musica, poesia e drammaturgia. In scena, l'intreccio è continuo, in stretto dialogo con temi estrapolati dai “Sonetti”, di William Shakespeare (1564–1616), e pagine scritte appositamente. L’anniversario, nel 2016, dei 400 anni dalla morte dell’autore inglese, offre l'occasione, all’attrice Elena Croce e sei elementi della compagnia di danza Fabula Saltica, di gettare una luce insolita su parole senza tempo, e costruire un “mondo nuovo”: nella sorpresa, nel significato, nella bellezza.

La coreografia di Claudio Ronda, creata sulla partitura composta dal Maestro Paolo Zambelli, si muove sui venti "Sonetti" di Shakespeare, ne coglie le suggestioni per forgiare corpi trasfigurati nelle parole del poeta, corpi trasportati in un'atmosfera terrena e surreale insieme, che non conosce le scadenze del Tempo. Sono corpi che si cercano, e fanno fatica ad abbandonarsi; corpi impegnati nella cadenza aerea e tangibile dei passi a due; corpi che, nei movimenti elegiaci delle varie sequenze, tracciano i rituali della seduzione, del disamore, del sogno.

Nella messa in scena di Alessio Pizzech, regista che punta al reciproco rispetto delle identità e delle forme specifiche di ciascun mezzo espressivo, lo spettacolo si sviluppa per nuclei tematici e stacchi improvvisi, ripresi anche a distanza. “A cuore aperto” diventa così una lucida confessione dell’animo, sospesa fra spezzoni biografici, accensioni sentimentali e delusione, turbamenti e furore, ricordi, ragione e struggimenti.

Una pagina dopo l’altra, un poema dopo l’altro, danza e poesia diventano racconti speculari e autonomi, ciascuno dotato di una propria fisicità, mirata al coinvolgimento emozionale del pubblico. La posta in gioco è una serrata meditazione sulle stagioni della Vita, la predazione e la violenza dell'Uno sull'Altra, le mille illusioni, e le altrettanto irreparabili delusioni, racchiuse nelle asperità, e nelle dolcezze, di quella cosa chiamata amore.