16 luglio

Teatro Argot Produzioni

presenta

Casa di bambola

quartetto da camera

di Henrick Ibsen

con (in ordine di apparizione) Mascia Musy

Stefano Santospago

Alessandra Fallucchi

Federico Pacifici

musiche originali Antonio di Pofi

Quattro attori e una regista si interrogano sulle contraddizioni e le dinamiche espresse da Ibsen nella relazione tra uomo e donna: potere, possesso, erotismo, danaro.

Scoprono che da allora, da quando Ibsen scrisse Casa di Bambola, le cose sono si, cambiate, ma le dinamiche e gli equilibri all’interno di una coppia sono forse le stesse. Il quartetto in scena ci accompagna passo passo nell’opera che suscitò grande scalpore in tutto il mondo, tanto che alcune produzioni suggerirono di apporre cambiamenti radicali nel finale, giudicato improponibile. Casa di Bambola ha infatti avuto tre finali diversi ma solo l’originale è quello approvato dall’autore. Questi tre finali, finora mai messi in scena, sono raccontati e interpretati per la prima volta. Ci aiutano a capire la portata dirompente del testo giudicato troppo spregiudicato se non addirittura amorale.

La nostra scrittura scenica mette a fuoco solo le relazioni speculari delle due coppie protagoniste, quella di Nora e Torvald e quella di Cristina e Krogstad: Nora, eterna adolescente, moglie bambina in rotta di collisione con le sue sicurezze, è il contraltare di Cristina, che ha dovuto assumersi fin da piccola il peso di una condizione sociale disagiata. Torvald, lavoratore infaticabile, arroccato in giochi di ruolo ormai logori, è il contraltare di Krogstad, più volte coinvolto in affari non chiari ma in grado di riscattarsi, pur di recuperare il rapporto con Cristina. Chi aveva tutto deve ricominciare da capo, trovando nuove soluzioni esistenziali; chi non aveva più nulla, ricomincia a sperare.

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